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domenica 16 ottobre 2011

Indignato!

E' ampiamente riconosciuto che il mondo finanziario ha serie e complesse responsabilità in questo momento di attacco speculativo ai debiti sovrani, e alle stesse banche che sottoscrivono le emissioni statali.
Fin dai tempi dell'Università c'è "attrito" tra la visione finanziaria e quella industriale delle imprese: c'è chi vorrebbe massimizzare il risultato corrente mediante distribuzioni di utili agli azionisti e sfruttare il capitale di debito, e chi, come me, preferisce utilizzare i mezzi propri per promuovere gli investimenti necessari a rinnovare i macchinari, sfruttare nuove opportunità imprenditoriali e, in fin dei conti, creare benessere a più lunga durata.
Ogni giorno lottiamo con banche che sempre più difficilmente erogano finanziamenti alle imprese che vogliono crescere, e ci sentiamo assai delusi quando dagli stessi istituti vengono approvati piani di ristrutturazione del debito di enormi imprese stracotte. 
Eppure continuiamo a dare il nostro supporto a queste piccole aziende italiane che costituiscono REALMENTE la spina dorsale del nostro Paese.

Diventa quindi comprensibile la rabbia esplosa in guerriglia ieri a Roma? NO!!!
Esprimiamo, noi sì, l'indignazione di chi quotidianamente affronta la situazione economica cercando soluzioni e spunti quando abbiamo visto le immagini di una città messa a ferro e fuoco da pochi, sbandati, deficienti che non sapevano come impegnare un bel pomeriggio di metà autunno.

Chiudo citando una mia amica imprenditrice sui manifestanti di ieri "Ma non possono cercarsi un lavoro?"


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